Via libera all’incorporazione di Telecom Italia Media in Telecom Italia

by Martina Trevisan

Notizie su telecom italia

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azione Telecom, perché non conviene investire in questo titolo

In questi giorni l’azione telecom è stata molto volatile e negli ultimi mesi ha perso moltissimo terreno.

Nell’ultimo anno la discesa è stata del 50%, ma questa è solo la punta dell’iceberg. Infatti, se guardiamo il massimo del 2005, anno in cui ci fu l’OPA su Tim e la fusione Tim-Telecom, la discesa del titolo Telecom Itala è stata dell’85% circa.

Insomma, in questo caso l’investimento di lungo termine non avrebbe pagato per nulla.

Vediamo cosa ci può insegnare questa storia.

Azione Telecom, alta tecnologia prima della privatizzazione

L’attuale Telecom Italia ha le sue origini nelle controllate di stato SIP/STET. Con varie operazioni di fusione, scissione, scorporo ecc…, da queste società sono nate nel Telecom Italia, TIM e Seat Pagine Gialle. La fusione tra Telecom Italia e TIM hanno portato all’attuale configurazione.

La società negli anni ’80 e ’90 era una delle società telefoniche europee più forti e anche all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Con il sistema TACS, fu uno dei primi operatori europei a sviluppare il mobile.

A fine ’96, TIM fu anche la prima al mondo a lanciare un piano tariffario basato su una carta prepagata su rete GSM. Inoltre, sempre in quegli anni fu una delle prime società ad iniziare lo studio sullo sviluppo della fibra ottica.

Il gruppo Telecom/TIM, al tempo, era uno dei primari operatori telefonici mondiali. Iniziò anche a svilupparsi sul mercato sudamericano, in particolare in Brasile.

Privatizzazione, scorrerie finanziarie e ridimensionamento

Oggi di tutto questo non è rimasto moltissimo e la società ha progressivamente perso la sua forza sul mercato.

Come mai?

Beh, molto è dovuto alle continue scorrerie finanziarie a cui è stata sottoposta la società dopo la privatizzazione del 1997.

Prima la scalata della “razza padana” guidata da Colaninno, poi quella di Pirelli, con a capo Tronchetti Provera. Entrambe le operazioni furono fatte con una forte leva.

In seguito, molte operazioni straordinarie furono effettuate per permettere ai soci di sostenere i loro debiti.

Ad esempio, sotto la gestione Tronchetti Provera fu effettuata l’incorporazione della controllante Olivetti in Telecom, scaricando su quest’ultima tutto l’elevato debito di Olivetti. L’acquisizione di TIM viene fatta ulteriormente a debito, che raggiunge così circa il 150% del fatturato.

La necessità di pagare alti dividendi per onorare i debiti dei soci e gli alti oneri finanziari per onorare il debito scaricato sulla società, ha impedito all’azienda di crescere.

Infatti, furono ridotti gli investimenti, furono cedute alcune controllate estere strategiche. Non solo, ma fu ceduto gran parte del patrimonio immobiliare alle società del gruppo Pirelli (Pirelli RE), che poi venne locato a Telecom a prezzi maggiori rispetto a quelli di mercato.

Nel decennio seguente il controllo dell’azienda passa da Pirelli ad una cordata composta da Telefonica e vari soggetti finanziari italiani (Mediobanca, Generali, Intesa), fino ad arrivare alla scalata Vivendi nel 2016.

Durante questa gestione, cala l’indebitamento, ma anche il fatturato che scende quasi del 30%.

Azioni Telecom Italia, cosa ci insegna questa storia

Quanto successo a Telecom ci mostra quanto sia importante il management e l’azionariato. Nel caso dell’azione Telecom, gli azionisti di maggioranza hanno cercato di massimizzare il loro profitto ed il loro interesse personale, scaricando le “magagne” sulla società e quindi anche sui molti piccoli azionisti di minoranza.

Non dimentichiamo che, spesso, il controllo di Telecom Italia è avvenuto con percentuali inferiori al 30%. Quindi le perdite dei molti azionisti di minoranza hanno finanziato il controllo e i profitti dei pochi grandi soci.

Il management, poi, raramente è stato indipendente.

In un mercato competitivo come quello delle Telecomunicazioni, Telecom Italia avrebbe avuto bisogno di libertà e capitali in abbondanza per crescere, acquisire concorrenti, migliorare le tecnologie, ecc… Invece, ha dovuto pagare debiti non suoi, contratti dai soci per garantirsi il controllo.

Naturalmente, l’azione telecom ha risentito di tutto questo.

Perché non investire nel titolo Telecom

Oggi continuano le battaglie sulla società. I ricavi sono ormai scesi a 19 miliardi di euro. La società ha smesso di perdere soldi, ma gli utili restano ancora instabili. La posizione competitiva sul mercato si è ridotta e la società sta lasciando sempre di più i servizi dati & voce, comparto molto competitivo, per concentrarsi su altre aree di business.

L’andamento delle azioni Telecom Italia non lascia presagire nulla di buono. In ottica di medio-lungo termine, è davvero difficile dire cosa può succedere. Tuttavia, non si vedono particolari vantaggi competitivi o forti livelli di efficienza.

Il mio consiglio, quindi, è di concentrarsi su altre azioni, come ad esempio quelle che abbiamo in Crescita & Rendimento. La qualità di queste azioni ci ha permesso di chiudere positivamente anche il 2018, un anno che per i mercati è stato tutt’altro che buono.

Normalmente Crescita & Rendimento è chiuso ai nuovi abbonati, ma attualmente stiamo riaprendo il servizio. Se sei interessato, non perdere tempo!

Buon investimento.

Via libera all’incorporazione di Telecom Italia Media in Telecom Italia

I Consigli di Amministrazione di Telecom Italia e Telecom Italia Media, riunitisi rispettivamente a Rio de Janeiro e Milano, hanno esaminato la fase conclusiva del processo di fusione delle due società, avviato il 19 febbraio scorso.

Preso atto dell’assenza di opposizioni di creditori sociali all’incorporazione di Telecom Italia Media nella sua controllante, nei termini di legge, i due Board hanno convenuto di dare esecuzione alla decisione assunta dalle rispettive Assemblee Straordinarie del 30 aprile e del 20 maggio, così da perfezionarla entro il terzo trimestre dell’anno, come originariamente annunciato.

Conseguentemente, hanno avuto luogo la stipula dell’atto di fusione e il suo deposito presso il Registro delle Imprese.

Si prevede che gli effetti dell’operazione decorrano – una volta intervenute le iscrizioni presso i competenti registri delle imprese – dal termine (ore 23,59) della giornata del 30 settembre 2015, che rappresenterà l’ultimo giorno di quotazione delle azioni Telecom Italia Media sul Mercato Telematico Azionario (MTA) organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.; conseguentemente, a far data dal 1° ottobre le azioni di Telecom Italia Media saranno revocate dalla quotazione. In questo modo, potrà – tra l’altro – regolarmente celebrarsi l’Assemblea speciale degli azionisti di risparmio di Telecom Italia Media, già convocata in detto giorno su richiesta del Rappresentante Comune.

Come da progetto approvato dalle Assemblee straordinarie, le operazioni effettuate dalla società incorporata saranno imputate nel bilancio della società incorporante a decorrere dal 1° gennaio 2015. Dalla stessa data decorreranno anche gli effetti fiscali della fusione.

Recesso Telecom Italia Media

Per effetto dell’efficacia della fusione diventerà altresì efficace l’esercizio del diritto di recesso spettante agli azionisti ordinari Telecom Italia Media che non abbiano votato a favore della fusione e agli azionisti di risparmio Telecom Italia Media, nei termini a suo tempo comunicati.

Si procederà, pertanto, al regolamento delle n. 7.553.485 azioni ordinarie e delle n. 1.902.484 azioni di risparmio Telecom Italia Media per le quali è stato validamente esercitato il diritto di recesso, e che sono state integralmente acquistate dagli azionisti Telecom Italia Media non recedenti, a seguito di offerta in opzione e prelazione, al prezzo unitario di Euro 1,055 per ciascuna azione ordinaria e di Euro 0,6032 per ciascuna azione di risparmio.

Il pagamento del controvalore delle suddette azioni sarà effettuato dai soci Telecom Italia Media che abbiano esercitato il diritto di opzione/prelazione il 1° ottobre 2015, tramite gli intermediari presso cui sono stati presentati i moduli di adesione all’offerta in opzione e prelazione, ai quali sono stati già comunicati i risultati dell’assegnazione. Le azioni acquistate saranno accreditate agli aventi diritto, tramite gli stessi intermediari, il medesimo 1° ottobre 2015. In pari data sarà accreditato, tramite la Monte Titoli e i rispettivi intermediari depositari, il valore di liquidazione spettante agli azionisti Telecom Italia Media recedenti.

Concambio delle azioni Telecom Italia Media in azioni Telecom Italia

Per effetto della fusione, le azioni Telecom Italia Media non in portafoglio di Telecom Italia saranno concambiate con azioni della società incorporante, di nuova emissione, prive di valore nominale, secondo i seguenti rapporti:

0,66 azioni ordinarie della società incorporante (ISIN IT0003497168, cedola n. 11) per ogni n. 1 azione ordinaria della società incorporata;

0,47 azioni di risparmio della società incorporante (ISIN IT0003497176, cedola n. 13) per ogni n. 1 azione di risparmio della società incorporata.

Il capitale sociale di Telecom Italia sarà pertanto aumentato, a servizio del concambio, di nominali Euro 7.392.540,65, (i) mediante emissione di n. 11.769.945 nuove azioni ordinarie prive di valore nominale e (ii) mediante emissione di n. 1.671.038 nuove azioni di risparmio prive di valore nominale. Per l’effetto, il capitale sociale di Telecom Italia risulterà pari a Euro 10.740.236.908,50 , diviso in numero 13.499.911.771 azioni ordinarie prive di valore nominale e numero 6.027.791.699 azioni di risparmio prive di valore nominale.

Le azioni Telecom Italia assegnate in sede di concambio saranno emesse in regime di dematerializzazione ai sensi della normativa vigente e avranno diritti e data di godimento identici a quelli delle azioni Telecom Italia della stessa categoria in circolazione alla data di efficacia della fusione. Non sono previsti conguagli in denaro. Nessun onere verrà posto a carico degli azionisti per le operazioni di concambio.

Agli azionisti della società incorporata verrà in particolare attribuito, per il tramite degli intermediari partecipanti al sistema di gestione accentrata Monte Titoli, un numero intero di azioni ordinarie e di risparmio della società incorporante. Per agevolare l’operazione, sarà a disposizione degli azionisti Telecom Italia Media, per il tramite degli intermediari depositari, apposito servizio per il trattamento delle frazioni rivenienti dall’applicazione dei rapporti di cambio, sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Telecom Italia del 30 settembre 2015. In questo modo, ogni intermediario depositario potrà arrotondare per eccesso o per difetto il numero delle azioni della società incorporante spettante ai singoli azionisti della società incorporata.

Nessuna spesa sarà posta a carico degli azionisti per oneri accessori inerenti alle corrispondenti compravendite.

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